sabato 28 novembre 2009

tempi duri


Ok, lo so, non ci si comporta così, non si sparisce senza dire nulla.
Però c'è una spiegazione per tutto.
Da sempre, nei miei momenti difficili, mi sono eclissata. Se l'ho fatto con gli amici "reali" non potevo non farlo, a maggior ragione, con gli amici blogger.
Perchè non riesco a stare davanti al computer.
Lo confesso: HO SMESSO DI FUMARE!!!!!
Sono già 24 giorni.
La mia capacità di attenzione è pressochè pari allo zero, non riesco a concentrarmi, non sono in grado di leggere una frase composta da più di tre parole, scrivere è un'attività che apparteneva ad un'altra me o ad un'altra vita.
Mi auguro che un giorno, prima o poi, riesca a tornare in possesso di tutte le mie facoltà mentali, e magari anche più lucida, non più annebbiata dalla nicotina.
Nel frattempo, vi pregherei di ricordarmi com'ero, perchè al momento non sono neanche l'ombra di me.
Ma quando riuscirò a superare tutto questo ....... !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

domenica 1 novembre 2009

Che sia lieto il tuo viaggio, cara amica



Alda Merini

Amai teneramente dei dolcissimi amanti
senza che essi sapessero mai nulla.
E su questi intessei tele di ragno
e fui preda della mia stessa materia.
In me l'anima c'era della meretrice
della santa della sanguinaria e dell'ipocrita.
Molti diedero al mio modo di vivere un nome
e fui soltanto un'isterica.

Alda Merini

mercoledì 21 ottobre 2009

De la guerre civile


Alcuni giorni fà, in un vagone della metropolitana di Parigi, ho letto questi versi:

Les amis de mes amis sont mes amis

Les amis de mes ennemis sont mes ennemis

Les ennemis de mes amis sont mes ennemis

Les ennemis de mes ennemis sont mes amis

(Je n’aimerais pas avoir à vous le répéter)
Extrait du texte « De la guerre civile » de Jean-Michel Espitallier



mercoledì 7 ottobre 2009

Timori


Mi sconvolgono le parole di Gasparri: "La Corte, un tempo costituzionale, da oggi non è più un organo di garanzia", mi spaventa la dichiarazione di Bossi: «se si ferma il federalismo facciamo la guerra".
Bonaiuti sostiene che la bocciatura del lodo Alfano sia «una sentenza politica ma il presidente Berlusconi, il governo e la maggioranza continueranno a governare come, in tutte le occasioni dall'aprile del 2008, hanno richiesto gli italiani con il loro voto».
Non è possibile rivolgere accuse così gravi, fare dichiarazioni di guerra, sostenere che l'investitura popolare faccia si che il principe sia al di sopra di ogni giudizio umano e divino.
Non riesco a credere che sia totalmente evaporato il senso dello Stato.
La maggioranza fa quadrato intorno al premier e lancia il messaggio che la corte costituzionale avrebbe smentito i suoi precedenti: si fermano sull'aspetto formale per cui sarebbe stata necessaria una legge costituzionale e sorvolano sul fatto che la corte ha detto che il lodo Alfano è contrario all'art. 3 della costituzione che detta il principio fondamentale per cui tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge.
Non riesco a comprendere come, in uno stato di diritto, si possa ritenere che il solo fatto di essere stati investiti dal voto popolare consenta di ritenersi sciolti dal rispetto di ogni regola.
Vorrei ricordare che il nostro sistema elettorale non prevede che siano i cittadini a scegliere direttamente il presidente del consiglio: poichè nessuno nega che ci sia in Italia una maggioranza di centro destra, non vedo perchè questa stessa maggioranza non esprima un altro candidato alla presidenza del consiglio. In questo modo potranno continuare a governare fino alla fine della legislatura.


sabato 3 ottobre 2009

io ci ho provato

Oggi c'ho provato. Ho preso il mio motorino e sono andata a piazza del Popolo. L'idea era di partecipare alla manifestazione. Peccato che non sono riuscita ad entrare. Da piazzale Flaminio neanche a parlarne, allora ho provato a passare di lato. Un'ora e mezza per fare 50 metri, imbottigliata nella folla arrabbiata perchè non si può pensare di organizzare un evento simile in una piazza così piccola. Ci siamo chiesti: il luogo è stato scelto perchè avevano paura di non riempire uno spazio più grande o perchè non è stato concesso un posto più opportuno? Eravamo così tati che sarebbe stato giusto il Circo Massimo, ma tant'è!
Ho cercato aria verso via di Ripetta, dove un gruppo di ragazzi ci dava dentro con le percussioni. Bravi, elettrizzante, peccato che il loro entusiasmo copriva totalmente le parole di chi era sul palco, laggiù nella piazza inaccessibile.
Insomma, io c'ero ma non ho neanche fatto numero: se ero a via di Ripetta non sarò mai conteggiata tra i 1000 che hanno partecipato - sarà questa la cifra che verrà fornita dalla questura :( -, perchè in fondo potevo essere li per caso. Allora vi posso assicurare che li per caso eravamo tanti, e soprattutto i più disparati, giovani, adulti, anziani, e anche bambini in carrozzina. Peccato che in tanti non siamo riusciti ad entrare in quella piazza stracolma.

martedì 29 settembre 2009

Miasmi


Discarica a cielo aperto in un angolo incontaminato della terra.
La foto non rende, i rifiuti si estendono fino alla fine del canalone, lo sommergono tutto, e l'odore è nauseabondo.
Credo che la soluzione migliore sia ricoprire lo scempio con una coltre di parole, pesanti come relitti di lavatrici, di scheletri di auto arrugginite, di copertoni usati e olii esausti (ebbene si, anche loro ....)
E poi spalmare su tutto un bel contributo anonimo del 5%.
Mi dispiace per chi ha fatto la differenziata, ha perso tempo e pure un po' la faccia.


domenica 20 settembre 2009

Campane

Dovrebbero cominciare a suonare tutte insieme per svegliarci dal torpore. Il sonno della ragione genera mostri. E' un clichè, ma rende l'idea (citazione dall'ultimo film di Woody Allen).
Da anni ci stanno sommergendo di chiacchiere, parole su parole, commenti, opinionisti ovunque pronti a salire in cattedra con quattro slogan formulati ad effetto. E questo delirio logorroico in realtà ci sta facendo addormentare. Tutto e il contrario di tutto viene recepito, digerito ed espulso senza lasciarci tracce.
Non c'è tempo per riflettere, esternazioni autorevoli esigono prese di posizione immediate. Dubitare è pericoloso, escludente, inaccettabile. E non importa se si passa da una sponda all'altra, tutto è concesso: l'importante è non avere memoria dell'idea precedente.
E poi bisogna essere sintetici, argomentare è solo una perdita di tempo, e l'interlocutore non ha voglia di perderlo, il suo tempo, per ascoltare i tuoi dubbi. Sparare certezze a ripetizione, è questa la regola per essere credibili.
Se poi pensi di formarti un'idea su un qualunque argomento, oltre ad essere uno stupido nostalgico, ti accorgerai di non aver mai a disposizione sufficienti informazioni. Devi accontentarti dei proclami.
Attenzione a chi, sfruttando il chiacchiericcio isterico, userà la tattica di esprimersi in toni pacati. per apparire come l'unica voce seria fuori dal coro. Avremo bisogno di tutte le campane che suonino all'unisono per non cadere nella trappola.

mercoledì 9 settembre 2009

Sono tornata !!!!!!

Eccomi, sono riemersa!
Le mie vacanze non sono durate così tanto, ma confesso che per un paio di settimane mi sono eclissata qui.
E ho anche pensato di trasferirmici definitivamente. L'idea era: mollo tutto e mi metto a scrivere. Poi mi hanno fatto notare che i miei libri non li avrebbe letti nessuno, e così ho abbandonato i sogni di gloria e da oggi sono di nuovo al chiodo.
In quel luogo vigeva una sorta di motto: "take your time", niente fretta. Vorrei metterlo in pratica e non farmi nuovamente fagocitare dal lavoro come nell'ultimo periodo. Un abbraccio a tutti e, con calma, passo a trovarvi .....
Baci

domenica 2 agosto 2009

Desideri.....

Ok, lo confesso. Vorrei fuggire, vorrei sparire, esclissarmi in un bagno ristoratore e rimanerci immersa per il tempo che mi resta, lasciandolo sospeso, senza curarmi di ciò che dovrò fare domani, di quello che ha inquinato il mio ieri.
Immaginare di non aver nulla da attendere e nulla da rimpiangere, essere solo presente, io e il mare, e lasciare che il resto sia, senza curarmene e senza aspettative.
Poi mi rendo conto che domani mattina mi dovrò svegliare, e che per quel bagno dovrò ancora attendere, se sopravviverò all'afa che mi annienta.


mercoledì 29 luglio 2009

Il coraggio di essere donna: Lubna Ahmad Hussein

Rischia la condanna a 40 frustate perchè è stata colta in flagranza di reato: indossava i pantaloni in un ristorante. Per di più era in compagnia delle sue complici, e quindi si configurerebbe addirittura un concorso di persone nel reato, almeno se applicassimo i canoni del diritto penale italiano !
Tuttavia Lubna Ahmad Hussein, per difendere il suo diritto ad essere donna e libera, non solo rinuncia all'immunità che le spetterebbe quale funzionaria dell'ONU e si sottopone al processo, ma ha addirittura chiesto ai colleghi giornalisti di essere presente quando sarà fustigata affinchè il mondo sappia quello che accade.
Questa notizia mi ha fatto riflettere sul fatto che in Italia, anche se in forme totalmente diverse, le donne non sono ancora libere di esprimere totalmente se stesse. Eppure molte di loro, invece di accettare la sfida e combattere per i diritti ancora negati, preferiscono usare delle scorciatoie. Se ci riescono, per loro sicuramente non ci sarà più il "soffitto di cristallo", ma avranno conquistato questo privilegio in spregio di quello stesso diritto che pretendono di rappresentare, e avranno continuato ad umiliare l'intero universo femminile occidentale, che per causa loro continua a scontare retaggi culturali atavici.


giovedì 23 luglio 2009

24 luglio

Ciao Papà

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno milioni di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

Eugenio Montale, da Satura, Xenia II.


mercoledì 15 luglio 2009

Siesta o noia?


Da quando è iniziata l'estate vago come uno zombie, giro intorno e non concludo nulla. Sono nervosa, irritabile, irascibile, indifferente, totalmente priva di ogni sia pur vago spirito d'iniziativa. Le idee giacciono orizzontali rintanate nella parte più centrale del cervello agognando un po' d'ombra - se appoggio una mano sulla testa sento uno strano calore che sale - le energie mi hanno abbandonato e così non posso supplire con l'azione all'assenza totale di attività cerebrale. Provo a leggere, e anche qui divento esigente e intollerante - ne ha fatto le spese anche Grossman ;) - cerco di spremere le mie aride meningi per scrivere qualcosa di vagamente interessante e ne esce questo sfogo da vecchia zitella acida.
Sarà che a questa siesta prolungata è subentrata la noia....
Qualcuno mi diceva che solo quando ci si riesce ad annoiare ci si riposa veramente: probabilmente ora avrei bisogno di un caffè triplo per svegliarmi!



giovedì 9 luglio 2009

More about A un cerbiatto somiglia il mio amore


Peccato, davvero peccato che Grossman sia totalmente privo del dono della sintesi.
E' riuscito a rendere irritabilmente noioso un romanzo che aveva tutte le caretteristiche per toccare la mente e il cuore.
Occasione mancata, affondata nelle trita ripetizione, nell'attenzione ossessiva a dettagli che non riescono a coinvolgere il povero lettore a cui si deve comunque riconoscere la costanza e probabilmente la stima per l'autore se ha avuto il coraggio e la pazienza di andare fino in fondo.
E pensare che avrebbe voluto raccontare una storia d'amore universale oltre ogni contingenza e convenzione conosciuta e accettata dalla nostra arida società.


martedì 7 luglio 2009

Pasta alla carbonara


Stasera torno a casa e accendo il televisiore in attesa di notizie su quello che sta accadendo in queste ore, in particolare a Roma. Sono le 20,00 e c'è il TG di Minzolini. Dopo aver ascoltato dei temibili terroristi francesi armati di bastoni apprendo - servizio completo - l'intero menù del pranzo offerto dalla Sig.ra Rauti per le first lady. Ora, a parte una specie di sfogo di sant'antonio che mi ha repentinamente attaccato al punto di farmi passare completamente la fame, mi sorprendo a rivedere le mie considerazioni sulla Signora Bruni. In fondo non ha tutti i torti a snobbare la sua patria, se la notizia principale del G8 è la pasta alla carbonara con variante preparata dallo chef Heinz Beck.


sabato 4 luglio 2009

E se fosse proprio il legislatore ad avere un tasso alcolico troppo elevato?


Il nostro Paese è quantomeno bizzarro. Qualcuno ha sentito l'esigenza di introdurre una modifica al "nuovo" codice della strada prevedendo che ai ciclisti, ai guidatori di carretti trainati da buoi, e perchè no, anche a chi usa il monopattino (in fondo è sempre un mezzo di trasporto) si applichino le stesse sanzioni amministative previste per gli automobilisti.
Poichè, almeno credo, sia improbabile che superino i limiti di velocità, si deve pensare che se si guida una bicicletta dopo aver bevuto un paio di bicchieri, ci si trova con i punti in meno sulla patente.
Però non mi è chiara una cosa: se non ho la patente e guido una mountain bike ubriaca non mi succede niente. Eppure per guidare la bicicletta non mi serve la patente, quindi non vedo perchè me la dovrei portare con me, nè tanto meno perchè me la dovrebbero chiedere i gendarmi che eventualmente mi potrebbero fermare per farmi il test del palloncino quale pericolo pubblico numero 1 per la sicurezza stradale. E in teoria non dovrei neanche essere obbligata a mostrargliela, visto che è un titolo abilitativo per un mezzo diverso.
Ma tant'è: forse in senato avevano appena bevuto un goccetto di troppo.
La prossima norma in materia sicuramente prevederà la decurtazione dei punti sulla patente anche se ti fai una passeggiata un po' sbronzo. In fondo potresti sempre attraversare la strada all'improvviso, farti investire e procurare un incidente catastrofico.
E se per caso lasci il triciclo in divieto di sosta, quando finalmente otterrai la patente ti verrà data già decurtata.


martedì 30 giugno 2009

Se è reale non può essere assurdo.


Diversi anni fa - più di quanti non immaginassi - ero un'assidua lettrice di Dylan Dog. Poi, come tante passioni, anche lui è finito in un angolo della memoria fino a ricomparire oggi, come un vecchio incubo.
Mi avevo sconvolta un particolare di questa storia. Un ragazzo che se ne stava tranquillo nel salotto di casa sua, in un appartamento ad un piano alto di un grattacielo, che viene investito da un pullman impazzito che si schianta sulla sua finestra dopo una corsa delirante che lo ha portato a salire all'ultimo piano di un parcheggio, a scavalcare nella sua folle corsa il parapetto e a finire il suo assurdo volo proprio contro quella dannatissima finestra.
Ho pensato che è assurdo morire per un evento esterno e incalcolabile proprio nel luogo dove ci sentiamo più sicuri: la nostra casa, il nostro rifugio, la nostra tana.
E così ho pensato all'assurdità di quello che è accaduto stanotte a Viareggio. E non è una causa naturale, un terremoto, un maremoto, una forza incontrollabile della natura. NO! è successo un incidente al di la della strada e tu che te ne stai tranquillo nella tua casa, con la tua famiglia, con i tuoi amici, o solo davanti al computer o con un buon libro, vieni spazzato via. E chi se ne frega delle responsabilità. Loro stavano a casa, nel luogo più rassicurante che c'è, e li è entrato l'orrore.
Non hanno accettato il rischio di un viaggio in aereo, non hanno preso quel maledettissimo treno. Erano semplicemente nella loro casa, credevano di essere al sicuro, si illudevano che i loro bambini avrebbero passato una notte serena nei loro lettini.
Tutto questo è fuori da ogni logica: è assurdo!


martedì 16 giugno 2009

Stanchezza.......


Bakù 1957

La tristezza sulle mie spalle

è una camicia di tela da vela

lavata all'acqua di mare

con una spazzola di ferro

sul ponte spazzato dal vento.

E in questo villaggio del sud, senza sosta né tregua,

il sole rosseggia e si gonfia di miele

sulle fanciulle e dentro le albicocche.


Nazim Hikmet

E' il mio modo di chiedere perdono per la prolungata assenza.

mercoledì 10 giugno 2009

Saturno contro


Avevo visto questo film al cinema quando è uscito, forse un paio di anni fa, probabilmente qualcuno in più, non mi ricordo. Stasera ho fatto un po' di zapping e l'ho ritrovato su canale 5. Mi sono fermata a guardarlo di nuovo. A distanza di tempo le emozioni sono state esattamente le stesse: la consapevolezza che qualunque cosa ti accada nella vita avere degli amici intorno ti consente di non sprofondare.
Allora la mia vita era diversa, e avevo un'amica che mi era stata vicina nei momenti difficili dei miei precedenti anni. Avevamo affrontato insieme il suo divorzio, le mie varie peripezie sentimentali, le solitudini, lo studio, i concorsi, i primi lavori, le trasferte nei posti più improbabili, la morte dei nostri padri.
Quando ho visto la prima volta questo film avevo la consapevolezza di non avere molti amici, e quelli su cui credevo di poter contare erano davvero pochi. Ero convinta però che quell'amica in particolare fosse una certezza nella mia vita. E invece è scomparsa da circa un anno, così, senza neanche una ragione, senza darmi una spiegazione, senza neanche accusarmi di aver fatto qualche atroce errore da dover espiare. E' sparita così, proprio come un uomo quando decide di lasciarti, senza il coraggio di darti neanche un motivo che ti consenta di rassegnarti alla perdita. Anzi, è ancora più difficile, perchè di un'amica ti fidavi incondizionatamente, le avevi raccontato quello che non avresti confidato neanche a te stessa. E' un tradimento difficile da digerire.
Dall'eremo all'outing, bel salto, non c'è che dire!

martedì 2 giugno 2009

Eremi


Rio Bo

Tre casettine

dai tetti aguzzi,

un verde praticello,

un esiguo ruscello: Rio Bo,

un vigile cipresso.

Microscopico paese, è vero,

paese da nulla, ma però...

c'è sempre di sopra una stella,

una grande, magnifica stella,

che a un dipresso...

occhieggia con la punta del cipresso

di Rio Bo.

Una stella innamorata!

Chi sa

se nemmeno ce l'ha

una grande città.

Aldo Palazzeschi



A volte bisogna allontanarsi dal rumore, dalle tensioni, dalle polemiche, dall'impegno e perdersi dietro ad una stella innamorata.



lunedì 25 maggio 2009

Come to daddy

Philippe Mayaux

Ogni riferimento a fatti, persone, episodi, circostanze è assolutamente voluto.

martedì 19 maggio 2009

Panorama sull'Italia


Quando ero bambina ero terrorizzata dall'idea che se avessi detto una bugia sarei andata all'inferno. Che volete: asilo, elementari e medie a scuola dalle suore spagnole ....
Oggi sono terrorizzata dalle bugie che mi circondano. Slogan, propaganda, ipocrisia, false informazioni, asserzioni e smentite.
La verità è emigrata dal mio paese. Chissà se ha chiesto asilo da qualche altra parte. Forse è stata respinta. La verità è un migrante scomodo, nessuno la vorrebbe nel proprio territorio perchè è destabilizzante.
Insieme alla verità dal mio paese è scomparsa anche l'etica, la deontologia, la morale, la serietà, la correttezza, la fiducia ....
Forse dovremmo seguire il percorso dei rifiuti che partono dall'Italia per l'estero: può darsi che quando arriveranno a destinazione verranno differenziati e forse qualcosa si può ancora recuperare. In fondo noi siamo bravi ad esportare valori.



mercoledì 13 maggio 2009

Distorsioni


Essere qui, altrove, in nessun luogo e ovunque. Tutto è relativo e confuso.

Aumenta la distanza
si susseguono i crocevia
le piane distese senza ritorno
verso fallaci distrazioni
specchi deformanti
di soli artificiali
e lune avare.
La mia meta, la mia
non so più distinguerla
dal baratro dove mi conduce
la quotidianità


martedì 5 maggio 2009

venerdì 1 maggio 2009

riflessioni sull'amore

L’incostante

Gli occhi mi corsero
dietro una bruna che passava.

Era di madreperla nera,
era d'uva scura,
e mi sferzò il sangue
con la sua coda di fuoco.

Dietro tutte
vado.

Passò una chiara bionda
come una pianta d'oro
dondolando i suoi doni.
E la mia bocca andò
come in un'onda
scaricando sul suo seno
lampi di sangue.

Dietro tutte vado.

Ma a te, senza muovermi,
senza vederti, te distante,
vanno il mio sangue e i miei baci,
bruna e chiara mia,
alta e piccola mia,
ampia e sottile mia,
mia brutta, mia bellezza,
fatta di tutto l'oro
e di tutto l'argento,
fatta di tutto il frumento
e di tutta la terra,
fatta di tutta l'acqua
delle onde marine,
fatta per le mie braccia,
fatta per i miei baci,
fatta per l'anima mia."

(Pablo Neruda, da "I versi del Capitano")

In fondo cosa chiedere di più, se non essere la favorita dell’Harem?