sabato 25 settembre 2010

Personal trainer

Riconosco che nella vita di caxxate ne faccio, ma sentite questa:
dopo 5 anni di totale inattività, con conseguenti 5 chili in esubero, e dopo crisi estiva già raccontata in un post precedente, decido di iscrivermi in palestra. Non una palestra piccola di quartiere, non sia mai, un mega centro con tanto di sale firness, sale per corpo libero e yoga, piscina e s.p.a.
Ieri sera comincio con i miei 50 minuti di nuoto e torno a casa stanca e soddisfatta. Non sapervo del trauma che mi aspettava oggi. Appuntamento con il personal trainer!
Mi porta in uno studio che sembrava quello di un medico, si siede dietro una scrivania e accende un mini computer portatile. Comincia a farmi tutta una serie di domande personali: età, peso, altezza, figli, malattie,  interventi chirurgici, fumo, farmaci ecc.
Poi attacca al computer uno strano aggeggio, mi fa un'ecografia sulla pancia e mi fa vedere sul monitor la composizione del mio strato adiposo. Shock immediato! Continua prendendo misure varie - braccia, vita, fianche, cosce -  e poi sputa la diagnosi!
Il mio strato di grasso, nella parte più spessa, è solo di 1 centrimetro e mezzo. Se lavoro seriamente - minimo tre volta alla settimana - e mi metto a dieta, IN 1 ANNO, DICO IN 1 ANNO, riuscirò a rimettermi in forma. In fondo, secondo lui, devo perdere solo 6 Kili.
Ha rivoluzionato la mia dieta: ha detto che mangio le cose giuste ma in modo disordinato: niente più pasta a cena e .... neanche una goccia d'alcol.
Ora mi chiedo, ma perchè l'ho fatto?????

giovedì 23 settembre 2010

Crociata moralistica


Nudisti contro libertini a Cap D'Adge


Mio padre mi diceva sempre "chi non mostra non vende". E così mi consigliava di accorciare l'orlo della gonna, di mettere una scollatura più profonda e mi regalò un succinto bikini brasiliano.
Non è assolutamente detto che chi mostra abbia anche intenzione di vendere, ma non vedo perchè porre limiti alla provvidenza!
Se la filosofia naturista persegue la libertà, quest'ultima deve comprendere in se anche quella di esprimere la sessualità secondo le proprie inclinazioni, purchè nel rispetto della dignità (e della salute) altrui.
Dopo questo sermone iniziale, mi pongo una domanda pratica: come dovrebbero fare le autorità per distinguere uno scambista da uno che ha molteplici relazioni? Come si individua un libertino? E soprattutto cos'è?
La parola mi fa immediatamente pensare al Marchese de Sade, ma li stiamo nel campo delle perversioni. E' ovvio che vorrei che un serial killer, uno stupratore, un pedofilo non si aggirassero nel mio quartiere. Ma se qualcuno ha voglia di cambiare partner ogni sera, o più a sera, personalmente non mi riguarda.
Che cosa intendono per attività promiscue in luogo pubblico? Un bacio, ad esempio, assume valore diverso a seconda che se lo scambino persone nude o vestite, o che appartengano allo stesso sesso?   
Non mi piacciono queste crociate moralistiche.
Per una volta sono d'accordo con un Sindaco ....

martedì 21 settembre 2010

Senti, ma....


Senti ma, anche se ce la metti tutta e ogni tanto qualcuna ti riesce pure bene, non potresti clonarti e fare anche gli ospiti per animare un po' il programma?
Si, perchè ormai Ballarò è soporifero.
Diglielo a Floris che il letargo è finito, preparagli un caffè, dagli un pizzicotto, insomma fa qualcosa !!!!
E mi rivolgo direttamente a Crozza, perchè ormai dopo la sua copertina c'è solo la noia mortale.
Ballarò è diventato come un discorso di Prodi, che ogni volta ci mettevi tutta la tua buana volontà per seguirlo fino in fondo e dopo pochi minuti l'attenzione crollava miseramente, e alla fine i pensieri vagavano altrove....
Il format non funziona più. Gli ospiti non hanno più nulla da dire, lui non incalza, non li mette alla sbarra, conserva quell'arietta da bravo scolaro diligente che al più si concede qualche frecciata ironica. 
Ma dove "poffarbacco" si parla di politica in Italia?
No, scusate, ho detto un'idiozia, la domanda giusta è: dove si fa più politica oggi in Italia?

giovedì 16 settembre 2010

Sacrilegio.


Questa sera su La 7 hanno commesso un sacrilegio!
Hanno osato infangare un mito trasmettendo la prima puntata di una fiction immeritatamente intitolata "Ben Hur".
Uno sbarbatello biondino e slavato, senza pudore, ha creduto di poter interpretare il ruolo che fu di Charlton Heston dando vita ad una ridicola copia senza alcuna forza. Una trama potente è stata trasformata in un polpettone melenso condito di scene di violenza gratuite (il nostro eroe si macchia di due omicidi che gli potevano sinceramente risparmiare) e di sesso ultronee (ma si sa, ormai senza sesso non si vende nulla).
La scenografia è ridicola (i fotomontaggi li facevano meglio nel 1959), la sceneggiatura patetica.
Si potevano evitare questo scempio.
Confesso che ho visto la macelleria del mio film cult sinceramente prevenuta, ma non avrei mai creduto che sarebbero stati capaci di ridurre un capovaloro in una misera rappresentazione parrocchiale.
Una delle ragioni che mi ha spinto a vederlo, a parte una morbosa curiosità perchè sapevo a priori che non avrebbe retto la sfida, è stato il fatto che la fiction è stata coprodotta dal figlio del regista, premio oscar nel 1960 per la miglior regia, William Wyler. Credevo che il rampollo avesse maggior rispetto della memoria di suo padre.
Mi chiedo perchè invece di spremersi le meningi per creare qualcosa di nuovo si continui ostinatamente a produrre remake in tutti i campi - cinema, musica, teatro.... Sarà anche questo un segno del declino della nostra civiltà?

martedì 14 settembre 2010

Libertà


Da sempre inseguo l'idea di libertà come un assetato cerca l'oasi nel deserto, e da sempre incontro solo miraggi. Non è la "libertà di" quella che inseguo invano, ma la "libertà da" che mi sfugge continuamente. 
Solo recidendo le catene delle paure e dei condizionamenti si è liberi di agire senza timori delle conseguenze, affrontando le proprie scelte con coraggio e consapevolezza. Ma come liberarci dalle sbarre con cui noi stessi abbiamo  circondato la nostra esistenza e che ogni anno, con il venir meno della forza e dell'energia necessarie per evadere, diventano sempre più spesse?
La saggezza che si riesce ad acquisire attraverso la conoscenza e l'esperienza resta sempre a livello razionale, e così ci sono momenti in cui riusciamo anche ad ideare una strategia di fuga. Ma la determinazione con cui decidiamo di appropriarci per interno della nostra esistenza, e di renderla consapevole perchè vissuta secondo ciò che noi riteniamo giusto e non semplicemente dovuto, si scontra con le paure ataviche che ci spingono a comportarci come gli altri con cui entriamo in contatto si aspettano che noi facciamo. A prescindere dal fatto che ciò ci renda o meno felici. E a prescindere dal fatto che un comportamento non sentito intimamente come proprio possa effettivamente rendere felice il prossimo.
Ognuno di noi si è costruito il proprio carcere, ciascuno per le motivazioni più disparate, ma tutti siamo accomunati dalla paura di essere liberi, perchè questa libertà porta necessariamente con se la sofferenza  atroce di essere responsabili di se stessi, di essere soli di fronte al proprio io, senza alibi.

sabato 11 settembre 2010

Quant'è bella giovinezza .....

Matisse, La danse

Non ho mai avuto consapevolezza della mia età. Probabilmente il fatto di non avere figli e di non rapportarmi con gli adolescenti mi ha permesso di vivere in una specie di limbo nel quale l'età era solo quella dell'umore con cui mi svegliavo la mattina. 
Poi quest'estate, in spiaggia, ho cominciato a guardare le ragazze giovani e mi sono accorta che il mio corpo, per quanto non denunci ancora inesorabilmente gli anni che ha trascorso su questa terra, non ha più il tono muscolare e la freschezza di un tempo. Ho guardato le donne adulte, spesso belle e affascinanti, ma non considerate altrettanto dai maschi che si aggiravano sulla spiaggia.
Commenti fastidiosi sulle tardone, sulle prugne secche, sul declino inesorabile del corpo femminile.
Poichè è banale e superficiale consolarsi dicendo che l'età è quella che uno si sente e non quella anagrafica, mi chiedo perchè la bellezza deve essere solo una prerogativa degli adolescenti. Fino a quando si possono continuare ad ignorare gli anni prima di diventare pateticamente ridicoli?
 
 

giovedì 9 settembre 2010

A volte ritornano .....


Sono di nuovo qui, dopo una lunghissima pausa di riflessione........

giovedì 24 giugno 2010

La difficoltà di essere coerenti

A volte è difficile essere coerenti!
Capisco tutte le rimostranze avverso la manovra del Governo, fanno inalberare (eufemismo!) anche me.
Ma che il 25 giugno è stato aggiunto anche lo sciopero del trasporto aereo, e io avevo prenotato un volo da un paio di mesi e stavo facendo il countdouwn per prendermi quattro giorni, dico solo quattro, di vacanza e il tutto rischia di andare a puttane .... scusate, ma mi fa incazzare!
Possibile che non si riesce a trovare un'altra forma di lotta sindacale che tuteli anche gli altri lavoratori? Quelli che si fanno lo stesso il culo, che sono considerati lo stesso spesa pubblica e che avranno il contratto bloccato da qui all'eternità, ma che hanno avuto l'ardire di spendere dei soldi (risparmiati al centesimo) per comprarsi un biglietto e che sognano da settimane quei cazzo di fottutissimi giorni di respiro?!? 
Scusate lo sfogo, ma questa mi pare l'ennesima guerra dei poveri.
Far disperare i pendolari, ingolfare le città di traffico perchè in un modo o nell'altro quelli che non possono o non vogliono scioperare devono raggiungere il posto di lavoro, punire i viaggiatori, che sono lavoratori allo stesso modo, posto che chi può permetterselo trova sempre e comunque sistemi alternativi per raggiungere le destinazioni (vedi auto blu, voli speciali ecc.), non mi sembra un modo ancora efficace di ribadire i propri diritti. Vivo a Roma e, come i miei concittadini, sono abituata agli scioperi, alle manifrstazioni e ai cortei: non ci interessa neanche più sapere chi e perchè sciopera, l'importante è conoscere i percorsi e gli orari delle manifestazioni per trovare percorsi alternativi.
Se con lo sciopero si intende punire il padrone, beh, si sappia, lo scopo è ben lontano dall'essere raggiunto. Gli unici a pagarne lo scotto sono i poveri utenti dei servizi negati. E il padrone può farsi forza, e trovare terreno fertile, nell'attaccare i soliti comunisti disfattisti.

venerdì 18 giugno 2010

E' morto un uomo libero


Per me è un giorno veramente triste!
Ho appreso la notizia così, di colpo, accendendo il computer e aprendo svogliatamente il sito di un quotidiano per seguire l'ennesima boutade del nostro governo e leggo che Josè Saramago non è più tra noi.
Sono affranta perchè è morto un Maestro: non sono per le sue geniali capacità di scrittore, per la gamma sconfinata dei messaggi che consegnava in ogni libro, per la coerenza delle sue scelte di vita, ma anche, e forse solo per me, perchè è stato una bussola nella mia continua ricerca.
Mi lascia un grande vuoto, impossibile da colmare.
Che tu possa continuare ad essere libero, ovunque il tuo Spirito si trovi.

mercoledì 16 giugno 2010

Notizie raccapriccianti


IERI IL GOVERNO DEL TEXAS HA COMMESSO UN OMICIDIO

Ha ucciso deliberatamente, con premeditazione si direbbe, un uomo dopo avergli fatto attendere il momento  del trapasso per ben 32 anni!
"Nel 'braccio della morte', i detenuti vivono in spazi estremamente ristretti (appena 9 metri per 2), in isolamento 24 ore su 24, con la restrizione delle visite e la sola prospettiva della morte avvenire" (fonte).
David Powell aveva 59 anni ed ed era stato condannato per l'omicidio di un poliziotto commesso sotto l'effetto di sostanze stupefacenti nel 1978, all'età di 27 anni. E' appena il caso di sottolineare che la sua condanna è stata annullata 2 volte in appello e riconfermata nei successivi processi  (fonte).
Secondo il rapporto di Amnesty International, in questi lunghissimi anni il detenuto si era reso conto della gravità del suo gesto, aveva espresso rimorso per quanto commesso e si era reso disponibile ad aiutare gli altri detenuti. 
La pena ha svolto la sua funzione repressiva, ha posto il soggetto nelle condizioni di non commettere altri reati e lo ha rieducato. Ha svolto anche la sua funzione general-preventiva, intesa nel senso di distogliere la generalità dei cittadini daal commettere altri reati.
A cosa è servito questo omicidio?
Non si può parlare di vendetta, perchè quella attiene alla sfera emotiva dei soggetti che si sentono colpiti dalle conseguenze del delitto, e benchè non giustificabile, può essere compresa se si svolge nell'immediatezza del fatto.
Non può avere intenti riparatori, perchè non mi risulta che a seguito di questo omicidio ci sia stata alcuna resurrezione.
Io non trovo giustificazioni e ritengo che ieri sia stato commesso impunemente un omicidio privo di giustificazioni e con modalità particolarmente sadiche ed efferate.




domenica 13 giugno 2010

Crisi d'identità


Ultimamente sembra che la mia vena di scrittrice si stia esaurendo. Questo blog non ha più una sua identità. Non è una pagina personale, chè di me non ho voglia di parlare, nè un luogo di riflessione sulla politica e la società, chè la nausea che provo per quello che sta accadendo al mio paese mi blocca le parole, probabilmente un'autocensura, come se già non ne avessimo abbastanza.
Resto così, sospesa a pensare, in attesa di un'illuminazione che mi riporti tra voi.
Intanto continuerò a seguirvi, assicurando che è solo una pausa di riflessione, non un abbandono definitivo.

mercoledì 2 giugno 2010

La repubblica che vorrei


Discorso di Pericle agli ateniesi
                                     
"Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
                                                   
Qui ad Atene noi facciamo così.

Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.

Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.

Qui ad Atene noi facciamo così.

La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.
Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.

Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.

E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.

Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.

Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.

Qui ad Atene noi facciamo così."

Tucidide, La guerra del Peloponneso

lunedì 31 maggio 2010

Da qualche parte c'è sempre la bellezza


 Caravaggio, San Giovanni Battista

In questo momento così cupo per la società a causa delle bassezze dell'uomo: dalla marea nera all'arrembaggio delle navi in missione umanitaria; dall'indifferenza per il prossimo affogati come siamo nel quotidiano egoismo alla mediocrità dei valori presi a riferimento dai più; dalla sopraffazione del più furbo e più ricco ai danni di chi aspira ad essere più furbo e ricco e per questo ha smesso di combattere e di indignarsi all'ignavia di chi rifiuta di assumersi le responsabilità che gli competono; dal rumore assordante di chi urla per dimostrare la propia forza al silenzio altrettanto assordante di chi, per pigrizia, rimane inerte; dalla brutalità della ricerca spasmodica del potere fine a se stesso come scopo ultimo alla superficialità di chi, altrettando spasmodicamente, fa dell'apparire l'essenza dell'essere.
In questo momento, dicevo, ho voglia di bellezza, di poesia, di dolcezza, di concentrazione, di compassione, di partecipazione. A prescindere da quello che possano aver detto i critici (che in questo momento non mi interessa affatto) sono queste le emozioni che mi trasmette quel viso intenso e quel corpo teso, pronto all'azione.

martedì 25 maggio 2010

Stracciaroli



"C'è la piena consapevolezza che tutti i paesi europei fino ad ora hanno vissuto al di sopra delle proprie possibilità" 

Qualcuno ha vissuto al di sopra delle propie possibilità. Io no di certo!

lunedì 24 maggio 2010

Giramenti di palle

 
Sono giorni che taccio perchè mi girano pesantemente.
I motivi sono innumerevoli e dei più svariati: politici, morali, personali....
La legge bavaglio; l'improvvisa presa di coscienza da parte del governo che la crisi c'è davvero e la contestuale chiamata al sacrificio di noi poveri coglioni; il nuovo capo che - incurante dei sacrifici richiesti ai suoi dipendenti in termini di blocco del salario di sussistenza - come primo atto pretende che gli arredino l'ufficio in modo più consono; un'amica che prima fa carte false - in ogni senso - per avere un figlio e poi, quando finalmente arriva, pensa di abortire; il Muso che ha l'azotemia alta e deve fare l'analisi delle urine - e come faccio a fargli fare la pipì nel contenitore sterile -; quei cazzo di cinque chili che non riesco a buttare giù e la pigrizia fisica e mentale sopravvenuta che di certo non aiuta....
Poichè è notorio che quando mi rode mi eclisso dal resto del mondo, è normale che lo faccia anche qui sul blog, perchè considero questo spazio una parte della mia vita e non una finzione.